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Intelligenza artificiale ed etica: cosa ci insegna blade runner

08 gennaio 2018 / Di Alessandra Luksch / Nessun commento

Blade Runner è considerato uno dei migliori film di fantascienza di sempre. La recente uscita del sequel “2049” ha avuto forse l’unico merito di ricordarci il capolavoro del 1982 che molti hanno approfittato per rivedere.

Il lungometraggio narra di un mondo in cui robot dalle stesse sembianze dell'uomo, definiti replicanti, vengono utilizzati come forza lavoro, mostrando una lungimiranza visionaria che ancora oggi ha pochi eguali su un tema - come l’Intelligenza Artificiale - oggi di fortissimo interesse. Ma non è solo questo che lo rende ancora terribilmente attuale.

Quello che del film vogliamo sottolineare è l’atteggiamento del “cacciatore” Rick Deckard nei confronti dei replicanti. Egli, infatti, sembra non perdere mai la propria umanità nei loro confronti, sebbene abbia a che fare con macchine, prive di anima e “a scadenza”. Egli si avvilisce quando uccide il replicante-ballerina come se si trattasse di una morte umana, e non accetta che il replicante Rachael non possa amarlo tanto da riuscire a “conquistarla”.

Questo spunto interessante ci porta a una riflessione sull’etica da assumere di fronte all’Intelligenza Artificiale, tema che sta assumendo sempre più rilevanza con il crescere delle applicazioni di questa nuova disciplina. Se, infatti, permettessimo a noi stessi di maltrattare, sfruttare, abusare dei robot, che conseguenze ne avremmo? Qualche presagio lo abbiamo già avuto qualche anno fa con il fenomeno Second Life. E qualche idea di certo la abbiamo se è vero che ai nostri figli insegniamo a non maltrattare i giocattoli, per insegnare loro a non maltrattare. L’esercizio di comportamenti e di impulsi privi di umanità porta infatti a dare loro identità ed esistenza, induce ad ammetterli tra i possibili modi di agire e li coltiva, anche quando rivolti a robot o a giocattoli. Significa trovare loro uno spazio nelle nostre vite e creare quindi un mondo alternativo dove tutto, alla fine, potrebbe essere possibile. Anche oltre ogni etica.

Di fronte alla crescita del fenomeno Intelligenza Artificiale, allo svilupparsi di androidi e robot, sarà necessario non perdere mai di vista la nostra etica per non perdere la nostra umanità: ce lo consiglia anche Blade Runner.

 

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Alessandra Luksch

Alessandra Luksch

Direttore degli Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy

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