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Crescono i pagamenti digitali in Europa, ma l’Italia perde una posizione

25 settembre 2020 / Di Ivano Asaro / Nessun commento

I pagamenti digitali continuano a crescere in Europa: secondo i dati recentemente pubblicati dalla Banca Centrale Europea, nel 2019 sono state effettuate 63 miliardi di transazioni con carte di pagamento (+13%) per un totale di 2,4 trilioni di euro transati e una media di 141,2 transazioni pro capite. In attesa di capire quanto la pandemia abbia impattato su questi numeri nel 2020, siamo davanti a dati certamente incoraggianti.

 

La "corsa" europea ai pagamenti digitali

Su questo fronte, i Paesi scandinavi dell’Unione si confermano i più virtuosi. La classifica dice Danimarca, Svezia e Finlandia. In questi Paesi i pagamenti con carta sono la quotidianità ormai da qualche anno: nel 2019 hanno registrato, in media, 370 transazioni pro capite, con una crescita media del “solo” 5%.

L’Italia, al contrario, si conferma fanalino di coda in Europa, con 77,1 transazioni a testa, valore che, seppur in crescita del 17% rispetto al 2018, ci classifica al 24° posto, facendoci perdere una posizione in favore della Grecia (77,2). Dietro di noi restano solo Germania (76,1), Romania (43,4) e Bulgaria (30,1). Questi ultimi due Paesi, però, crescono ad un ritmo più sostenuto di quello italiano, rispettivamente del 33% e del 26%. La Germania presenta indicatori simili a quelli italiani, con circa 76 transazioni pro capite e una crescita del 18%. Tuttavia, si tratta di un Paese in cui vengono privilegiati i bonifici e le operazioni da home banking e dove il contante è meno diffuso rispetto all’Italia.

Oltre alla crescita sostenuta dei Paesi che occupano le ultime posizioni di questa classifica, sono da sottolineare le prestazioni di Polonia, Lituania, Slovacchia e Malta, rispettivamente al 12°, 13°, 20° e 22° posto, che hanno registrato tassi di crescita superiori al 20%.

 

Il caso della Grecia

Un altro Paese ad alta crescita è proprio la Grecia, che nell’ultimo anno ha registrato un aumento delle transazioni con carta pro capite del 24%, guadagnando due posizioni e superando appunto Italia e Germania. La Grecia in questi anni ha ottenuto una crescita rapida dei pagamenti con carta: nel 2014 registrava solo 8,5 transazioni pro capite con carte di pagamento, valore che è cresciuto fino a raggiungere 77,2 transazioni pro capite nel 2019.

Nel 2015 il Governo ha introdotto una politica di controllo dei capitali come misura per contrastare la crisi che ha travolto Atene e la fuga dei patrimoni all’estero. Queste misure si sono tradotte in una lotta alla circolazione e all’utilizzo del contante e, di fatto, hanno avuto un impatto anche sull’utilizzo dei pagamenti digitali nel Paese.

Tra le misure adottate era previsto un limite massimo al prelievo di contante di 60 euro al giorno e l’obbligo di pagare con mezzi di pagamento cashless una quota delle spese annuali per poter usufruire della detraibilità delle tasse. Quelle descritte sono certamente misure applicate in un contesto particolare e per certi versi drammatico, ma dimostrano come alcune iniziative per incentivare (o disincentivare) l’uso di un determinato strumento di pagamento possano spostare di molto i numeri.

 

E l'Italia? Pronto il "Piano Cashless"

Anche l’Italia si appresta ad avviare un insieme di misure volte ad incentivare l’utilizzo dei pagamenti digitali. Il Governo, infatti, già con la legge di bilancio dello scorso anno ha previsto il cosiddetto “Piano Italia Cashless”. Si tratta di un piano articolato, indirizzato principalmente a due target: il consumatore e l’esercente.

Sono previsti incentivi, come la lotteria nazionale degli scontrini o il credito di imposta sulle commissioni pagate dagli esercenti. Ma anche deterrenti, come la stretta sul limite massimo di utilizzo del contante, che è stato ridotto da 3.000 euro a 2.000 euro e scenderà ulteriormente a 1.000 euro a partire dal 2022. Questo è certamente un segnale positivo: un piano ben articolato e di lungo periodo è più che mai necessario in un quadro europeo che vede l’Italia tra i Paesi meno avanzati in termini di pagamenti digitali.


Ivano Asaro e Valeria Portale - Osservatorio Innovative Payments

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