Portale nazionale del Fascicolo Sanitario Elettronico: un nuovo servizio da valorizzare al meglio

Aggiornato il / Creato il / Di Chiara Sgarbossa

Lo scorso 2 settembre è stata pubblicata sul sito dell’AgID la circolare dal titolo “Accesso unico al Fascicolo sanitario elettronico e gestione temporanea dell’indice dei metadati dei documenti sanitari”. Il documento definisce la procedura da implementare per garantire l’accesso online da parte dell’assistito al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) attraverso il portale nazionale.

 

Fascicolo Sanitario Elettronico: dal portale regionale al portale nazionale

Ad oggi, ogni regione ha realizzato in autonomia il proprio portale che permette all’assistito di accedere al FSE. Una volta che sarà attivo il portale nazionale, il cittadino potrà decidere se utilizzare questo, usufruendo dei metodi di autenticazione definiti nel Codice dell'Amministrazione Digitale (SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale, CIE – Carta d’Identità Elettronica o CNS – Carta Nazionale dei Servizi), oppure il portale regionale.

Il portale nazionale consentirà, quindi, di avere un’unica interfaccia di accesso ai propri dati e documenti sanitari anche ai cittadini che si trasferiscono in un’altra regione. Si tratta di un passo avanti importante nel processo di miglioramento dell’accessibilità al FSE da parte dei cittadini. Una volta disponibile, però,  dovrà essere comunicato alla popolazione in modo efficace, promuovendone l’attivazione e l’accesso.

 

Quanto è conosciuto il Fascicolo Sanitario Elettronico in Italia?

Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, infatti, ad oggi solo il 21% dei cittadini dichiara di aver sentito parlare del FSE, nonostante il servizio sia ormai presente su quasi tutto il territorio italiano (manca all’appello solo la Calabria). Il Medico di Medicina Generale (MMG) rappresenta ad oggi il principale canale attraverso cui i cittadini sono venuti a conoscenza del FSE (35%), anche se, potenzialmente, tale percentuale potrebbe essere ben superiore.

La farmacia è indicata solo dal 4% degli intervistati come fonte informativa per il FSE: anche in questo caso si potrebbe fare maggior leva sulla comunicazione in loco per far conoscere maggiormente lo strumento, dare indicazioni su come effettuare l’attivazione e l’accesso o – ancora meglio – consentire ai pazienti di attivare il proprio FSE proprio in farmacia.

Sono ancora meno i cittadini che hanno dichiarato di aver effettivamente utilizzato il FSE: solo il 7% della popolazione. La maggior parte di quelli che non l’hanno fatto (87%) afferma che non è a conoscenza della sua esistenza (47%), elemento che avvalora quanto sottolineato in precedenza rispetto ai canali attraverso cui sarebbe opportuno promuoverne l’utilizzo, cioè MMG e farmacie che, entrando più frequentemente in contatto con i cittadini, potrebbero essere un’importante fonte di informazione relativamente alle opportunità offerte dallo strumento.


A fronte degli investimenti fatti per lo sviluppo dei fascicoli regionali, dell’infrastruttura nazionale di interoperabilità e – nei prossimi mesi – di questo nuovo portale nazionale, è arrivato il momento di raccogliere i frutti, promuovendo l’utilizzo del FSE da parte dei cittadini e valorizzando al meglio i servizi che sono messi a disposizione attraverso questo strumento, ancora troppo poco conosciuto.

  • Autore

Direttrice dell'Osservatorio Sanità Digitale e dell'Osservatorio Life Science Innovation