PNRR e Sanità: cosa prevede la Missione 6 su Salute e Innovazione

21 September 2021 / Di Chiara Sgarbossa / 0 Comments

Approvato il 13 luglio 2021, Il PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) descrive le priorità di investimento per il quinquennio 2021-2026 in materia di digitalizzazione, transizione ecologica e inclusione sociale.

Il Piano, organizzato in 6 Missioni, prevede un capitolo di riforme e investimenti dedicati al settore Salute. È questo il focus della Missione 6 del PNRR. In particolare, sono previsti 7 miliardi per lo sviluppo delle Reti di prossimità, strutture e Telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale e 8,63 miliardi per l’innovazione, la ricerca e la digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, con focus particolare sul Fascicolo Sanitario Elettronico.

In questo articolo approfondiamo gli obiettivi del PNRR in materia di Salute e Sanità Digitale, le principali iniziative previste e il loro possibile impatto sull’innovazione del nostro sistema sanitario.

 

Gli obiettivi della Missione 6 del PNRR

In sintesi, la Missione 6 dedicata alla Salute si articola in 2 componenti fondamentali.

  1. Reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale.
    Gli interventi di questa componente intendono rafforzare le prestazioni erogate sul territorio grazie al potenziamento e alla creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità), il rafforzamento dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una più efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari
  2. Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale (SSN).
    “Le misure incluse in questa componente consentiranno il rinnovamento e l’ammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti, il completamento e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), una migliore capacità di erogazione e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) attraverso più efficaci sistemi informativi. Rilevanti risorse sono destinate anche alla ricerca scientifica e a favorire il trasferimento tecnologico, oltre che a rafforzare le competenze e il capitale umano del SSN anche mediante il potenziamento della formazione del personale”

Reti e presidi territoriali, Fascicolo Sanitario Elettronico, Telemedicina, competenze: sono questi i principali elementi che il PNRR mira a rafforzare e sviluppare per i prossimi anni. Come si evince anche dalla direzione intrapresa a livello governativo, è ormai evidente come un sistema sanitario sostenibile, resiliente, equo, non possa prescindere dalla necessità di ripensare i servizi e i processi integrandoli con il digitale, rendendoli efficaci ed efficienti e modellandoli sulle esigenze dei vari attori che operano nel settore, in primis operatori sanitari e cittadini/pazienti.

 

Sanità digitale oltre l’emergenza verso un modello di Connected Care

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PNRR e valorizzazione dei dati in Sanità

Tra le priorità del governo espresse nel PNRR vi è un focus importante sul tema della gestione e valorizzazione dei dati in Sanità. In particolare, il piano prevede uno stanziamento di 1,67 miliardi di euro per il rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e degli strumenti per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati.

A livello nazionale, la raccolta e l’analisi dei dati sul paziente rappresenta uno degli strumenti fondamentali per garantire la programmazione e la sorveglianza sanitaria. Proprio su questi temi si focalizza il progetto inserito nel PNRR volto al rafforzamento del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) del Ministero della Salute. In particolare, oltre al potenziamento dell’infrastruttura per la raccolta dei dati, si prevede anche lo sviluppo di “strumenti di analisi avanzata per studiare fenomeni complessi e scenari predittivi al fine di migliorare la capacità di programmare i servizi sanitari e rilevare malattie emergenti”.

 

PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico

Uno degli asset fondamentali per la raccolta dei dati sui pazienti, le cui potenzialità ad oggi sono ancora poco sfruttate, è il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), piattaforma che potrebbe contribuire allo sviluppo del modello della Connected Care e potrebbe costituire la base su cui implementare servizi innovativi aggiuntivi.

Per quanto attivo in tutte le Regioni italiane, di fatti, il Fascicolo Sanitario Elettronico è oggi ancora poco conosciuto e utilizzato dai cittadini. Dalla Ricerca dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, emerge come solo il 38% della popolazione abbia sentito parlare del FSE e che addirittura solo il 12% lo ha utilizzato. La scarsa conoscenza dello strumento è proprio il motivo principale del suo scarso utilizzo. Meno rilevante, invece, la barriera legata alle credenziali per effettuare l’accesso.

È anche per tali motivi che il PNRR dedica al FSE una sezione specifica, con 1,38 miliardi di finanziamento per il “potenziamento del FSE al fine di garantirne la diffusione, l’omogeneità e l’accessibilità su tutto il territorio nazionale da parte degli assistiti e operatori sanitari”.

 

PNRR e Telemedicina

Mai come nell’ultimo anno si è sentito parlare di Telemedicina, non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra i decisori che a livello centrale hanno definito come allocare le risorse del Recovery Plan. L’accelerazione portata dalla pandemia e dalla normativa ha portato anche a un aumento nell’utilizzo delle applicazioni di Telemedicina da parte dei medici, che prima dell’emergenza superava di poco il 10%,

Lo stesso Presidente Draghi ha sottolineato come la Telemedicina possa rappresentare una delle leve fondamentali per ridisegnare la sanità territoriale e per consentire di rendere la “casa dei pazienti il principale luogo di cura”. I servizi di telemedicina, nella visione del PNRR, rappresentano un formidabile mezzo per contribuire a ridurre gli attuali divari geografici, migliorare l’esperienza di cura per i pazienti, efficientare i sistemi sanitari regionali.

I numeri dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità Digitale ci suggeriscono come il servizio più utilizzato e interessante per il futuro sia il Tele-consulto con medici specialisti. Tra le altre applicazioni in ascesa anche Tele-visita e Tele-monitoraggio.

Coerentemente con questi trend, nella Missione 6 del PNRR sono stati previsti 7 miliardi di euro per la componente dedicata alle Reti di prossimità, strutture e Telemedicina e di questi, in particolare, 1 miliardo di euro è dedicato specificatamente alla Telemedicina.

 

PNRR: un cambiamento (potenziale) senza precedenti

Gli investimenti, quindi, non mancheranno e potranno dare una forte spinta alla crescita della Sanità digitale italiana. Affinché tutto questo possa diventare realtà, tuttavia, le linee programmatiche che il PNRR fornisce dovranno essere attuate a tutti i livelli decisionali e manageriali, dai ministeri alle singole aziende sanitarie. È necessaria la messa a terra di progetti concretamente attuabili, in cui il digitale svolgerà il doppio ruolo di abilitatore e di interfaccia dei servizi per cittadini, pazienti e professionisti. E ancora, una logica di collaborazione tra i vari attori dell’ecosistema sarà fondamentale per raggiungere questi obiettivi.

Il PNRR è un unicum nella storia degli investimenti e del cambiamento della Sanità italiana: è un’opportunità che è necessario non perdere e sfruttare al meglio per ripensare e innovare il nostro Sistema Sanitario Nazionale.

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