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AI Journey: un modello per fare Artificial Intelligence nelle imprese

26 marzo 2019 / Di Redazione Osservatori Digital Innovation / Nessun commento

Il tema dell’Intelligenza Artificiale provoca un grande fermento tra le aziende, grazie sia all’attenzione posta dai media su questo campo di ricerca, sia al loro desiderio di ottenere benefici come l’ottimizzazione dei processi o l’aumento dei ricavi.

Ma le aziende italiane sono veramente pronte per mettere in pratica le tecniche e le metodologie di Artificial Intelligence?

 


Un modello di adozione dell'Intelligenza Artificiale

Diverse aziende sono ancora in una fase di scoperta dell’Intelligenza Artificiale. A tal proposito, l’Osservatorio Artificial Intelligence ha sviluppato un modello per guidare le aziende in tale percorso, denominato Artificial lntelligence Journey.

Si tratta di strumento utile a comprendere i principali elementi tecnologici e organizzativi da considerare quando si decide di adottare soluzioni di Intelligenza Artificiale, in modo da svilupparle e gestirle in maniera proficua e renderle sostenibili. Inoltre, raccogliendo una mappatura sul Journey dalle aziende che ambiscono ad operare in questo settore, è possibile osservarne il grado di maturità.

 

Le cinque dimensioni dell’Artificial Intellligence Journey

Al fine di valutare lo stato attuale dell’azienda che vuole avvicinarsi all’AI, il modello valuta cinque dimensioni:

  1. Dati e patrimonio informativo: misura il livello di quantità, qualità e gestione dei dati necessari per lo sviluppo di algoritmi di IA;
  2. Metodologie e algoritmi: indica la capacità di comprendere le metodologie e gli algoritmi di IA;
  3. Organizzazione e competenze: misura la capacità di possedere o acquisire competenze necessarie per lo sviluppo di un’IA;
  4. Relazione con il cliente: misura la comprensione, accettazione o addirittura il desiderio degli utenti finali di prodotti o servizi di IA;
  5. Cultura aziendale: indica la diffusione di una cultura aziendale propensa ai cambiamenti dovuti allo sviluppo e all’adozione di sistemi di intelligenza artificiale.

Come si traducono i risultati dell’applicazione dell’AI Journey alle aziende italiane? Emerge che, in generale, il percorso di scoperta dell’Artificial Intelligence ha inizio dalla dimensione dei Dati, per poi proseguire verso Metodologie e algoritmi.

Le fasi successive del percorso sono invece variabili e dipendono dalla natura dell’organizzazione, dalla propensione all’innovazione e all’apprendimento, nonché dalla creazione di una cultura aziendale condivisa e da una struttura con competenze specifiche.

 

Il livello di maturità delle aziende che investono in IA

Al fine di gestire con successo tutte le fasi di adozione di sistemi di IA, è necessario considerare tutte le dimensioni dell’AI Journey, in modo da soddisfare sia i requisiti tecnico-scientifici sia quelli organizzativi. Applicando il modello dell’AI Journey ad una serie di realtà che stanno investendo in Intelligenza Artificiale, l’Osservatorio ha rilevato sei livelli di maturità delle aziende italiane:

  1. In ritardo: queste aziende sono alla fase iniziale del loro percorso e, benché dispongano di infrastrutture per la raccolta di dati, questi ultimi sono ancora insufficienti in termini di quantità e qualità.
  2. Entusiasti: con un livello superiore della dimensione Metodologie e algoritmi rispetto alle aziende in ritardo, sfruttano i dati in loro possesso applicando le soluzioni standard offerte dal mercato.
  3. In cammino: rispetto agli entusiasti, coi quali condividono lo stesso grado di maturità dei dati, hanno consolidato le Metodologie di IA e rafforzato le dimensioni di Cultura aziendale e Organizzazione e competenze.
  4. Apprendisti: queste imprese hanno investito maggiormente per migliorare la qualità e la quantità dei dati poiché, grazie ad un intervento migliorativo in ambito organizzativo e culturale, è stato possibile incentivare lo sviluppo tecnologico.
  5. Organizzati: con un profilo intermedio di maturità, queste aziende hanno sviluppato l’ambito organizzativo-culturale in misura maggiore rispetto a quello tecnologico. Ritengono che, prima di investire in sviluppi tecnologici, sia necessario intervenire sul miglioramento delle competenze interne e sulla preparazione del cliente che usufruirà del prodotto/servizio.
  6. Avanguardisti: questo profilo è il più evoluto fra tutti e include le aziende che hanno investito per prime in IA. Benché non abbiano raggiunto un livello completo di maturità, sono certamente più avanzate rispetto alle altre.

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Redazione Osservatori Digital Innovation

Redazione Osservatori Digital Innovation

Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano nascono nel 1999 con l’obiettivo di fare cultura in tutti i principali ambiti di Innovazione Digitale. Oggi sono un punto di riferimento qualificato sull’Innovazione Digitale in Italia che integra attività di Ricerca, Comunicazione e Aggiornamento continuo.