Smart Working

Smart Working e Pubblica Amministrazione

23 gennaio 2018 / Di Mariano Corso / Nessun commento

Se nelle grandi imprese lo Smart Working costituisce una realtà e nelle piccole e medie un fenomeno emergente, ben diversa è la situazione ad oggi presente nelle pubbliche amministrazioni.

La ricerca dell’Osservatorio quest’anno ha previsto una rilevazione ad hoc per misurare la diffusione delle iniziative nel settore pubblico: solo l'8% delle pubbliche amministrazioni dichiara ad oggi di avere progetti strutturati, mentre un altro 1% di praticare lo Smart Working informalmente.

Come nel settore privato, anche nel pubblico sono gli enti di maggiori dimensioni quelli più propensi a approcciare questo nuovo modo di lavorare. Le iniziative presenti, però, molto spesso sono in fase sperimentale e vedono il coinvolgimento di una popolazione molto contenuta: spesso si tratta di poche unità. Sono pochi i casi in cui le sperimentazioni riguardano team estesi.

 

Gli ostacoli allo Smart Working nelle PA

A differenza di quanto avviene nelle piccole e medie imprese sono in pochi a dichiarare di non conoscere per nulla il concetto di Smart Working: l’approvazione della legge, le iniziative del Dipartimento Pari Opportunità e la direttiva della riforma Madia, insieme alla crescente attenzione mediatica sul tema, hanno sicuramente contribuito a sviluppare maggiore sensibilità e conoscenza sul tema. Non stupisce pertanto che il 36% del campione dichiari interesse per una prossima introduzione.

Nonostante il quadro normativo sopra citato, il 38% delle pubbliche amministrazioni del campione che ha partecipato alla rilevazione si dichiara incerto sull'adozione di questa pratica, mentre il 6% esplicita assenza di interesse nell’introduzione dello Smart Working. Il limite principale è rappresentato dalla percezione che molte attività presenti negli enti pubblici non siano compatibili con il lavoro da remoto. Tra gli altri ostacoli ci sono poi le procedure burocratiche ritenute troppo complesse, la mancanza di consapevolezza dei benefici ottenibili e le attività poco digitalizzate.

Smart Working in Comune: il caso di Bergamo  Leggi il report

lo smart working nelle pa


Smart Working tra PA e aziende private

Rispetto alle organizzazioni private gli enti pubblici hanno non solo meno progetti strutturati, ma anche meno iniziative relative a specifiche leve. Confrontando le organizzazioni pubbliche e private di grandi dimensioni che sono tradizionalmente più sensibili su questi temi, il gap maggiore si riscontra nell’adeguatezza di dotazione tecnologica per il lavoro da remoto: i forti vincoli di spesa che connotano il settore pubblico, d'altronde, frenano gli investimenti per adeguare le tecnologie necessarie allo Smart Working.

Altrettanto significativo è il gap relativo alla flessibilità di luogo, ossia la possibilità saltuaria di lavorare presso la propria abitazione, tale possibilità viene data nel 48% delle grandi aziende, ma solo nel 22% degli Enti pubblici. Significativo è che invece l’istituto del telelavoro, spesso erroneamente associato allo Smart Working, sia presente in misura maggiore dagli enti pubblici che nelle grandi imprese.

Scarica il report

Mariano Corso

Mariano Corso

docente del Politecnico di Milano e responsabile dell'Osservatorio Smart Working

Tema:  Smart Working