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Smart Metering: la contabilizzazione del calore diventa smart

14 gennaio 2019 / Di Giulio Salvadori / Nessun commento

Il mercato dell’Internet of Things continua a crescere anno su anno, sia in Italia che all’estero. Nel nostro Paese un contributo molto importante alla crescita è attribuibile alla presenza di obblighi normativi, soprattutto in ambito energetico.

 

La crescita dello Smart Metering gas ed elettrico

Gli esempi più rilevanti riguardano gli ambiti Smart Metering gas ed elettrico. Dal 2012 al 2018, infatti, secondo le delibere emanate dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), le utility hanno avuto l’obbligo di mettere in servizio almeno 11 milioni di contatori gas telegestiti da remoto e 7 milioni di contatori elettrici di seconda generazione (altri 25 milioni sono previsti entro il 2031).

Molto spesso questi obblighi permettono di abilitare nuovi modelli di business, come nel caso dei contatori elettrici. Proprio grazie ai nuovi smart meter, infatti, le utility (e non solo) potranno acquisire un ruolo sempre più importante all’interno della Smart Home, con la possibilità di raccogliere dati sui consumi energetici all’interno delle abitazioni in tempo reale (ogni 15 minuti) e di abilitare quindi nuovi servizi per la casa smart.

 

Contatori di calore smart: gli obblighi europei

Allo Smart Metering elettrico e gas negli scorsi giorni si è aggiunto anche il calore. Dal 25 ottobre 2020, infatti, i contatori e i contabilizzatori di calore di nuova installazione dovranno essere gestibili da remoto. È quanto stabilisce la Direttiva UE 2018/2002 sull’efficienza energetica (EED) del 18 dicembre 2018, uno degli otto provvedimenti del Clean Energy Package, pubblicata in Gazzetta Europea il 21 dicembre scorso.

Non solo: entro il 1° gennaio 2027 tutti i contabilizzatori in uso - e non solo quelli di nuova installazione - dovranno avere la capacità di lettura da remoto. Questo significa che quelli già installati ma sprovvisti di tale capacità dovranno essere sostituiti (tali obblighi decadono solo in presenza di una “evidente impossibilità tecnica o economica”). Gli Stati membri sono liberi di decidere se le tecnologie a lettura mobile (modalità walk-by o drive-by) debbano essere considerate o meno leggibili da remoto. Per la lettura dei dispositivi leggibili da remoto non è necessario l’accesso ai singoli appartamenti o alle singole unità.

 

Internet of Things ed Efficienza energetica

La Direttiva stabilisce inoltre un quadro comune di misure per promuovere l’incremento dell'efficienza energetica del 20% entro il 2020 e di almeno il 32,5% entro il 2030. Nei riguardi dei consumatori, invece, è previsto il rafforzamento del diritto minimo di disporre tempestivamente di informazioni precise, affidabili e chiare sul proprio consumo di energia. In tal senso si modificano gli articoli dal 9 all'11 della precedente normativa, al fine di prevedere informazioni dettagliate e frequenti sul consumo di energia in considerazione dei dispositivi di misurazione installati, ove tecnicamente fattibile ed efficiente in termine di costi.

Si preannuncia quindi un’ulteriore crescita del mercato Internet of Things in ambito energetico, grazie anche alle nuove norme che entreranno in vigore nei prossimi anni e che avranno un impatto - diretto o indiretto - su questo affascinante paradigma.

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Giulio Salvadori

Giulio Salvadori

Direttore dell'Osservatorio Internet of Things e dell'Osservatorio Smart Car & Connected Car del Politecnico di Milano