Proroga per la procedura semplificata del lavoro agile per i lavoratori della PA ma non usiamola come alibi!

02 February 2021 / Di Fiorella Crespi / 0 Comments

A ridosso della scadenza del 31 gennaio è arrivata la proroga al 30 aprile, coerentemente con l’attuale termine dello stato di emergenza, del termine per applicare il Lavoro Agile per i lavoratori pubblici senza la necessità di sottoscrivere accordi individuali.

Questo in parte è dovuto al fatto che molte PA (è importante ricordare che alcune sono già a buon punto!) sono in ritardo nella redazione del POLA (Piano operativo per il lavoro agile) lo strumento di programmazione del lavoro agile, ovvero delle sue modalità di attuazione e di sviluppo, che va inserito entro il 31 gennaio all’interno del Piano della performance. Tale piano prevede di definire, con un orizzonte triennale, come almeno il 60% dei dipendenti possa avvalersi del Lavoro Agile.

 

L'importanza del POLA per lo Smart Working nelle PA

Certo, le linee guida per la compilazione sono arrivate a dicembre, ma è importante che le PA si impegnino nella definizione del POLA che permetterebbe di superare l’utilizzo del Lavoro Agile come pura misura emergenziale (prima era solo l’8% delle PA che aveva progetti di Lavoro Agile), ma segnerebbe il passaggio ad un vero ripensamento del modo di lavorare e dei processi dell’amministrazione con indubbi vantaggi per i cittadini e non solo.

Il Lavoro Agile infatti non deve essere considerato un obiettivo da raggiungere, una coccarda da appuntarsi sul petto, ma è uno strumento che serve per migliorare il funzionamento delle organizzazioni, renderle sempre più focalizzate sul raggiungimento degli obiettivi, performanti e, al contempo, dare più autonomia, flessibilità alle persone valorizzandone i talenti.

Per questo è importante sviluppare il Pola, perché “forza” le organizzazioni a guardarsi dentro e a capire dove sono le opportunità di miglioramento dei processi e le “forza” a capire come organizzarsi e quali investimenti fare per superarle.

Ben venga quindi la proroga, ma attenzione che non faccia venir meno la necessità di programmare l’utilizzo strutturale dello Smart Working, come previsto dal POLA, che permetterebbe alle PA di cogliere un’importante opportunità di modernizzazione.

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