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Millennials: mito o realtà?

05 giugno 2017 / Di Filippo Renga / Nessun commento

I Millennials sono citati e presi a riferimento con estrema frequenza, soprattutto quando si parla di cambiamento digitale. Una generazione che sembra essere diventata un riferimento indispensabile da seguire, quasi un mito, soprattutto in alcuni contesti come le ricerche di mercato e la consulenza (ma non solo... ne parlava anche un taxista in una chiacchierata da bar).

Ho iniziato allora una esplorazione, non ancora conclusa, tra le ricerche degli Osservatori Digital Innovation e varie fonti, con l’intento di “tornirne” un po’ di più le caratteristiche.  E sono già emersi alcuni spunti che mi hanno fatto riflettere e che mi spingono ad approfondire ulteriormente.

Ad oggi sono 2 gli aspetti che più mi hanno stupito (ma c’è molto altro da approfondire).

In primo luogo, i Millennials non sono nati in un ambiente digitale, ma semplicemente si caratterizzano per una maggiore familiarità con le tecnologie digitali e della comunicazione Internet (come riporta wikipedia e molte altre fonti “… the generation is generally marked by an increased use and familiarity with communications, media, and digital technologies”). Non sono perciò inclusi in questa categoria, almeno in Italia, i ragazzi che fin da piccoli hanno potuto utilizzare strumenti digitali in modo diffuso (al massimo c’era per qualcuno il cellulare o una consolle giochi). Viene infatti incluso nella categoria solo chi è nato non oltre la metà degli anni novanta o al massimo alla fine di quel decennio. Un periodo certamente non ancora dominato dalla strumentazione elettronica: si pensi solo a come erano venduti i biglietti dei treni o funzionava la maggior parte delle auto o dei televisori.

In secondo luogo, i Millennials spesso non si comportano in modo chiaramente diverso rispetto a utenti più “vecchi”. Recentemente abbiamo condotto una indagine sull’utilizzo del Mobile Banking ed è emerso con chiarezza che i Millennials (“ragazzi” tra i 18 e i 35 anni, come da definizione “purista”) utilizzano questi servizi in modo sostanzialmente uguale alle altre categorie di utenti. Una delle poche differenze rilevanti riscontrate è legata alla propensione ad attivare la rateizzazione dei pagamenti con le carte di pagamento, ma tale caratteristica sembra esulare da motivazioni legate all’ambiente tecnologico dove sono nati ed essere collegata semplicemente alle condizioni di benessere in cui sono nati. Anche nell’utilizzo dei social network, sembra che questi “miti” non siano particolarmente diversi da altre categorie di consumatori.

Emerge pertanto con chiarezza che la semplice segmentazione socio-demografica nelle strategie di marketing e crm è ormai superata e che ormai in tutte le fasce d’età esistono consumatori fortemente influenzati dal digitale nei propri comportamenti e nelle scelte d’acquisto. Al contempo, se si vuole cercare di comprendere in anticipo i cambiamenti portati dalle innovazioni digitali rivolte ai consumatori, lo sguardo deve essere posto sui veri nativi digitali – la generazione Z – e a tendere sui nativi mobile (gli attuali under 7).

 

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Filippo Renga

Filippo Renga

Co-Fondatore degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano. È inoltre Direttore degli Osservatori Innovazione Digitale nel Turismo, Fintech & Insurtech e Smart Agrifood.

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