Smart Working

Smart Working in Europa: il punto

23 febbraio 2018 / Di Alessandra Gangai / Nessun commento

Lo Smart Working non è un fenomeno solo italiano: sebbene con nomi, accezioni e impianti normativi diversi, politiche di flessibilità nell’organizzazione del lavoro si stanno diffondendo in tutta Europa.

Lo stesso Parlamento Europeo con la risoluzione del 13/9/2016 (principio generale n°48), afferma di sostenere “il lavoro agile”. La risoluzione mette in evidenza i benefici sociali affermando l’importanza dell’equilibrio tra lavoro e vita privata per sostenere il rilancio demografico, preservare i sistemi di sicurezza sociale e promuovere il benessere e lo sviluppo delle persone e della società nel suo insieme.

La diffusione e le modalità di regolazione dello Smart Working nei Paesi dell’Unione, tuttavia, sono differenti e risentono delle diverse caratteristiche in termini di cultura, diffusione delle tecnologie e legislazione del lavoro. Anche la terminologia utilizzata è differente: Flexible Working, Telework, Work 4.0, Agile Working, Activity Based Working, Mobile Working e New Ways of Working sono alcuni dei termini utilizzati per descrivere concetti affini allo Smart Working.

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Il quadro europeo del Lavoro Agile

"Flexible Working" britannico e olandese

Flexible Working è il termine più diffuso in Gran Bretagna che è anche il primo Paese ad aver introdotto una specifica legge in merito: approvata nel 2014, la Flexible Working Regulation prevede che tutti i dipendenti con anzianità di servizio almeno pari a 26 settimane, abbiano il diritto di richiedere forme di flessibilità che i datori di lavoro possono rifiutare solo adducendo fondate motivazioni. Tali richieste possono riguardare ad esempio il Job sharing (la possibilità che più soggetti condividano un unico posto di lavoro), il Lavoro da casa, il part time, la settimana di lavoro compressa, o orari flessibili individuali. Anche nei Paesi Bassi dal 2016 è in vigore il Flexible Working Act che, sul modello inglese, sancisce e regolamenta il diritto dei lavoratori a richiedere forme di flessibilità negli orari e luoghi di lavoro.

Telelavoro alla francese

In Francia si è puntato sul rendere flessibile il telelavoro con una serie di decreti culminati nella recente riforma della Loi Travail del 31/8/2017. L’introduzione del telelavoro non richiede più modifiche del contratto di lavoro, ma può essere definita ad hoc attraverso un accordo scritto o orale tra il datore di lavoro e il dipendente. Con la stessa legge si rimuovono le incertezze normative legate a salute e sicurezza precisando che “l’incidente che si verifica nel luogo in cui avviene il telelavoro durante le ore di telelavoro è presunto come un incidente professionale”. Attenzione viene anche data al “diritto alla disconnessione” prevedendo che gli accordi interni debbano stabilire orari ed eventuali condizioni per essere disconnessi.

Germania e Belgio verso la flessibilità

In Germania, sulla spinta del più generale piano Industrie 4.0, il Ministero Federale tedesco del Lavoro e le Politiche Sociali ha pubblicato il documento “Arbeiten 4.0” (Lavoro 4.0) che raccomanda l’introduzione di modelli di flessibilità volti a di accompagnare la trasformazione digitale del mercato del lavoro. In Belgio, pur non essendoci specifiche normative, si è diffuso il concetto di New Ways of Working o New World of Working, con cui ci si riferisce all’adozione di nuove pratiche di lavoro che consentono di aumentare la motivazione, la soddisfazione e la produttività dei lavoratori della conoscenza. Le leve considerate sono il layout degli uffici (Bricks), le tecnologie abilitanti (Bytes) e i comportamenti delle persone (Behaviours).

Agile Working

Un altro termine diffuso in diversi Paesi è quello Agile Working con cui oltre alla flessibilità in termini di orari e luoghi si fa riferimento a flessibilità nelle attività e nel personale impiegato. Infine l’Activity Based Working, invece, è un ripensamento delle condizioni di lavoro in funzione delle caratteristiche dei compiti da svolgere. In particolare si riconosce che alle persone va data la possibilità di scegliere tra ambienti fisici e dotazioni tecnologiche diverse per rispondere a differenti esigenze di collaborazione, comunicazione, concentrazione e contemplazione.

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Alessandra Gangai

Alessandra Gangai

Ricercatrice Osservatorio Smart Working

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