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Supply Chain Finance: l'Invoice Trading mitigherà l’hard Brexit?

22 febbraio 2019 / Di Agostino Bonzani / Nessun commento

È dell’11 febbraio scorso la notizia di un nuovo boom al ricorso dell’Invoice Trading nel Regno Unito. Secondo le ultime rilevazioni dell’Asset Based Finance Association, l’associazione che rappresenta le imprese che offrono servizi di Invoice Trading e di Asset Based Lending, l’erogato alle Piccole e Medie Imprese (PMI) è aumentato del 60% anno su anno. Se il Regno Unito rappresenta da anni un mercato florido per l’Invoice Trading, in quanto rappresenta il luogo dove questa soluzione ha fatto la propria comparsa quasi 10 anni fa, una simile crescita a doppia cifra porta comunque ad interrogarsi sul perché.

La spiegazione che ne viene data in questo caso è che l’Invoice Trading venga sfruttato dalle PMI inglesi per accumulare scorte di liquidità a costi ragionevoli e arginare così i rischi dell’hard Brexit, che porterebbe - secondo alcuni analisti di mercato - a un calo del PIL, a un crollo della sterlina e a una nuova stretta del credito da parte delle banche tradizionali.

 

I vantaggi dell'Invoice Trading per le PMI

Le domande che emergono da questa analisi sono quindi due. La prima è perché le PMI, tra le diverse soluzioni che sono state loro proposte, si siano rivolte proprio a questa soluzione, generalmente non nota per essere tra le più convenienti in termini di tasso di interesse.

L’Invoice Trading rappresenta un’opportunità flessibile e veloce per accedere a capitali europei coerenti con le esigenze delle PMI, facendo leva su un’elevata componente tecnologica che permette di ricevere finanziamenti per il capitale circolante in tempi rapidi.

Collaborazioni tra grandi player e startup

Inoltre, nell’ambito dell’Invoice Trading sono emerse nel corso degli ultimi anni moltissime collaborazioni tra grandi player e startup, che hanno permesso di sfruttare i capitali e l’expertise degli attori tradizionali combinandoli con la flessibilità e la velocità di gestione delle imprese Fintech. Un caso estremamente noto e recente è quello che ha visto Barclays stringere un accordo con MarketInvoice, una delle prime piattaforme di Invoice Trading a comparire nel mercato UK. Tutti questi temi stanno trovando riscontro in un numero crescente di collaborazioni all’interno del panorama del Supply Chain Finance, non soltanto nel Regno Unito, e che non riguardano soltanto operatori finanziari e start-up, ma che coinvolgono sempre più numerosi attori dell’ecosistema. Questo permette di aumentare la domanda e le opportunità di mercato e di offrire soluzioni più specializzate, coerenti con le esigenze sia delle imprese creditrici sia degli investitori.

 

L'Invoice Trading in Italia

La seconda domanda è capire se ci si possa attendere un fenomeno simile anche in Italia, considerando il calo del PIL e l’aumento dello spread che stiamo fronteggiando e il conseguente rischio di stretta sul credito nei confronti delle PMI.

La propensione delle nostre imprese all’utilizzo dell’Invoice Trading risulta ancora limitata, rispetto a quanto rilevato nel Regno Unito, anche considerando come tali strumenti abbiano avuto la propria apparizione in tempi molto più recenti. Detto ciò, per sostenere il mondo delle imprese, è ormai chiaro che occorre trovare soluzioni che permettano di dare linfa finanziaria agli anelli più piccoli e più deboli della filiera, quali le PMI. Considerando, inoltre, la rilevanza delle PMI per il tessuto economico italiano, ancora più forte di quanto non accada nel Regno Unito, questa potrebbe rappresentare sicuramente una leva fondamentale per il sostentamento delle nostre filiere, anche in tempi di recessione quali quelli che si stanno affacciando.

In questo ambito i nostri operatori finanziari potrebbero trovare un terreno fertile e ricco di opportunità, soddisfacendo al contempo un’esigenza concreta delle imprese. Per farlo, anche da noi, la collaborazione tra attori tradizionali e fintech sembra la leva chiave: i primi, per vincere la ritrosia delle PMI, garantendo sicurezza e affidabilità agli investitori e alle imprese; i secondi, per assicurare strumenti tecnologici innovativi che permettano semplicità, flessibilità e velocità di gestione.


Antonella Moretto e Agostino Bonzani - Osservatorio Supply Chain Finance

 

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Agostino Bonzani

Agostino Bonzani

Ricercatore dell’Osservatorio Supply Chain Finance